
ALTO ADIGE: 29 maggio 2010
L'ARENAFFARI: 20 febbraio 2009

www.gliamicidellamusica.net: 26 novembre 2008
DELIZIOSA E RIUSCITA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI
VERONA - Come già accennato nella nostra recensione a Italiani, che commedia! programmato nel teatro Trinità e messo in scena nel teatro Stimate, nel teatro di via ss. Trinità è annunciato un ciclo di spettacoli che, intitolato "Benessere teatro", di fatto ha avuto inizio il 22 novembre col secondo titolo del calendario e che - una rappresentazione ogni due settimane (non ogni quindici giorni come sta scritto sul pieghevole "Ci prendiamo cura del tuo sorriso") con per lo più replica l’indomani, - andrà sino ad aprile 2009.La rassegna ha avuto inizio con una ambiziosa messa in scena della commedia musicale La piccola bottega degli orrori, celebre, oltre che per l’originalità del soggetto grottesco, per le musiche di Alan Menken su liriche di Howard Ashman, autore anche del libretto e poi sceneggiatore della favolosa versione cinematografica diretta da Frank Oz nel 1986, tratta dallo spettacolo teatrale di Broadway del 1982 Little shop of horrors, a sua volta derivato dal film - dallo stesso titolo salvo l’articolo in più: The little shop of horrors - di Roger Corman del 1960. Diciamo sùbito che, nonostante la veste innegabilmente più povera per ampiezza di spazio e di scenografia, lo spettacolo veronese, messo in scena dalla compagnia del Geco di Veronamusical per la regia di Alberto Castelletti e Tatiana Cazzadori, non ha nulla da invidiare a quello da cui è derivato. Perfettamente idonea la scenografia, del tutto azzeccati i costumi - l’una e l’altri anonimi -, attenta e accurata la regia, e soprattutto splendida l’interpretazione, tanto gestuale e parlata quanto cantata, da parte di tutti gli attori, bravissimi come tali e come cantanti, dei quali incredibilmente non son resi noti i nomi, nonostante siano tutti, come s’è detto, magnifici sott’ogni aspetto: tanto che, sull’inizio dello spettacolo, eravamo in dubbio se non cantassero in play back, su una base strumentale registrata. Oltre tutto, cantano in italiano, e non è reso noto neppure l’autore delle traduzioni dei testi delle canzoni, che nella versione italiana del film son cantate in inglese, mentre il recitato è praticamente identico ai dialoghi del film, dove pure non è menzionato l’autore dei dialoghi italiani. La n. d. Maria d’Urso di Siracusa, che mi ha accompagnato, ha trovato che lo spettacolo teatrale sia addirittura migliore di quello cinematografico. Non esiste un programma di sala, e le notizie di cui disponiamo provengono da un comunicato stampa. Durata dello spettacolo, dichiarata, due ore compreso l’intervallo. Teatro abbastanza affollato, e, a scena aperta e al termine del primo atto - della durata di un’ora - , applausi meritati. Unico neo, l’inizio dello spettacolo con ben venti minuti di ritardo e dopo sollecitazioni manuali degli spettatori. L’ora tarda rispetto a un nostro impegno successivo, dopo un intervallo annunciato di dieci minuti e ancora in corso dopo venti, ci ha impedito di assistere al secondo atto.
Sergio Stancanelli
www.veronaoggi.it: 21 novembre 2008
TEATRO TRINITA': CONTINUA LA RASSEGNA BENESSERE TEATRO

Sabato 22 ore 21 e domenica 23 ore 17, la Compagnia del Geco di Veronamusical presenta La piccola bottega degli orrori, il musical capolavoro di H. Ashman e A. Menken, per la regia di Tatiana Cazzadori e Alberto Castelletti.
Ritorna in teatro il musical comico/horror "La piccola bottega degli orrori".
A riportarlo in Italia è l'associazione culturale Veronamusical con la sua compagnia, la Compagnia del Geco che, per la prima volta, si mette alla prova con un musical americano completo, dopo i successi dei musical con sceneggiatura originale e canzoni tratte da repertorio "Occhi aperti e… testa tra le nuvole!" (2004), "La magia del Libro Magico" (2004), "Riso… in Broadway" (2005) e "Destini e destinazioni ad un insolito binario" (2006).
La Compagnia del Geco ha ottenuto con “La Piccola Bottega degli Orrori” la menzione quale “miglior spettacolo musicale 2008” al concorso nazionale FITALIA, riconoscimento che premia un musical assolutamente eccezionale ed un cast di alto livello, fatto di performer pronti a farvi ridere, piangere, emozionare ed ascoltare splendide canzoni. Il tutto, rigorosamente, in italiano.
Oltre a questo riconoscimento c’è anche l’alto gradimento mostrato dal pubblico veronese (tutto esaurito all’Arsenale di Verona) e non solo (tutto esaurito alle due repliche andate in scena presso il Teatro di Laurino, Salerno, ed invito a partecipare alla rassegna “Teatro… perché no?” di Cremona)
“La piccola bottega degli orrori” (Little Shop of Horrors) è un famosissimo musical del 1982, opera del compositore Alan Menken e del paroliere Howard Ashman (entrambi premi Oscar: in coppia per “La Sirenetta” e “La Bella e la Bestia” ed il solo Menken anche per “Aladdin” e “Pocahontas”) che a questo spettacolo hanno riservato alcuni dei loro capolavori: “Skid Row”, “Somewhere that’s green” (In mezzo ai fior), “Suddenly Seymour” (Ma ora Seymour), oltre alla canzone che dà il titolo allo show.
Il musical è basato sull’omonimo film del 1960 diretto da Roger Corman ed interpretato da Jack Nicolson.
Dal debutto a New York dell’82 la “Bottega” ha vinto numerosi Tony Awards e svariati premi a Londra. Quando chiuse a New York si classificò al terzo posto come musical più a lungo rappresentato nella storia dei teatri Off-Broadway. Nel 2003 rimase in scena per un anno intero al Virginia Theatre di Brodway.
Nel 1986 ne venne fatta una trasposizione cinematografica per la regia di Frank Oz che ottenne due candidature agli Oscar: una per la miglior canzone originale (“Mean Green Mother from Outer Space” (che noi presentiamo nella nostra versione teatrale, tradotta come Verde Aliena) e una per i migliori effetti speciali.
In Italia, “La Piccola Bottega degli Orrori” è stata prodotta dalla Compagnia della Rancia (stagioni 1988 e 2001) e da Live on Stage in collaborazione con la Rancia (2006/2007).
La vicenda è ambientata in uno squallido sobborgo di New York, Skid Row, dove si trova un negozio di fiori che, come dice l’avida proprietaria, la signora Mushnik, è “abbandonato da Dio e dai clienti”. Nel negozio lavorano due commessi: il goffo ed imbranato Seymour e la dolce ed insicura Audrey, di cui il giovane è segretamente innamorato: non si dichiara per timidezza e per paura del fidanzato di Audrey, il sadico dentista Orin Scrivello.
Un giorno Seymour si imbatte in una strana pianta che, una volta esposta nel negozio, porta a tutti successo e denaro. C’è solo un piccolo problema: la pianta per sopravvivere ha bisogno di sangue umano. E, crescendo, si fa molto esigente e chiede sempre più “cibo”…
Seymour si trova davanti ad un dilemma: c’è qualcuno che merita di morire? Vale la pena di uccidere per la ricchezza e la fama? Vale la pena di uccidere per avere in cambio l’amore?
IL CORRIERE DEL VENETO: 22 Giugno 2008

L'ARENA: Aprile 2007

VERONATIME: Aprile 2007

L'ARENA: Maggio 2006

VERONATIME: Aprile 2006

VERONATIME: Settembre 2004

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